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> DUNKELL REITER
Band: DUNKELL REITER
Title: Death and Pain
Format: CD
Release Date: 10/Jun/2012
Price: $9.00 USD

EBM records presents the 17th offering of the "Thrash is Back" Series.

Brazil is well known for having one of the biggest and most important Metal scenes around. lots of influential and cult bands have emerged since the early 80's.

DUNKELL REITER along with other killer acts such as Violator, Farscape and Blasthrash are part of the New Brazilian Thrash Metal Wave.

Rawness, speed and aggression are the main reference when listening to the band's music, the obvious 80's Heavy/Thrash Metal influence are here, they dont try to re-invent the scene, just follow their passion for what they love the most: Pure and Simple THRASH METAL !!

Includes 3 live tracks as bonuses

100% mandatory for those into old Sepultura, Attomica and Violator !

> Track List
1. Merciless Death 6. Chainsaw..Return to Slaughter
2. Endless Fight 7. Evil (bonus live track)
3. Nuclear Desaster 8. My Belief (bonus live track)
4. Game of Death 9. Soldiers of Hell (bonus live track)
5. Thrash Metal Maniacs
> Sound Sample

> Reviews
Raw & Wild
Nome tedescheggiante, artwork e sound americano, brasiliani di nascita. Questi sono i Dunkell Reiter in pillole, fuori per EBM Records con un disco che altro non è che l'ampliamento dell'ep uscito inizialmente con lo stesso titolo nel 2009, con tre tracce live come bonus. Nota di colore: la scelta dei titoli è al limite del plagio, con nomi altisonanti e blasonati del calibro di “Merciless death”, “Evil”, “Soldiers of hell” (chi di voi indovina gli originali?). In sostanza, thrash metal fino al midollo, vagamente reminiscente della lezione dei Whiplash, con uno stile che ingloba al contempo la rozzezza dei primi Running Wild e i barocchismi di certa scuola slayeriana epoca “Show No Mercy”. In effetti, la coppia di asce rappresentata da Assassin e Rider of Hell ricorda tanto i primi passi della gloriosa ditta Hanneman/King, e offre a me l'occasione di una prece per il compianto chitarrista biondocrinito dei maestri di Huntington Park. Per tutti, l'ennesimo esempio (nel bene e nel male) di come si possa suonare thrash classico anche ad anni di distanza dal fiorire del genere: “Endless fight” apparirà ai nostalgici come una outtake di tutto rispetto delle session di “Power And Pain”, e anche alcune accelerazioni ardite e non troppo “regolari” hanno qui il sapore della patina di vintage che ci permette di guardare al presente/passato con occhi più benevoli di quanto poteva avvenire solo una decina di anni fa. Concludendo, con titoli come “Thrash metal maniacs” e con la gustosa cover di “My Belief” dei Possessed c'è poco da aggiungere: questa è la New Brazilian Thrash Metal Wave, prendere o lasciare!
Voto: 6,5/10
Francesco Faniello
Eternal Terror
Brasiliansk thrash metal er som oftest kult. De har en tradisjon for å slippe band utenlands først når de har noe å fare med. Dunkell Reiter har det, selv om det er skranglethrash innimellom. De er tydelig inspirert av tidlig Metallica og Destruction. Åpningslåta er nesten på grensen til rip-off til sistnevnte band mens resten av låtene er en merkelig blanding av Teutonic og Bay Area thrash. Det veksler mye mellom såkalt kjappriffing og litt roligere partier med en old school thrash vokal med skriketendenser noe a la Salsten i Deathhammer. Trommene henger bitte litt etter i beste Hellhammer stil og dette er med på å gi det hele en skikkelig old school feeling over det hele. Ikke alt er like tight og velspilt, men det er kult og låter slettes ikke ille.
Metal Wave
I Dunkell Reiter nascono a Contagem city (Brasile) nel 2007 e hanno al loro attivo solamente un demo e due EP; questo “Death and pain” altro non è che una ristampa di un EP pubblicato nel 2009 con l'aggiunta di tre brani live. Il combo sudamericano ci propone un thrash metal old style che si rifà molto al sound anni 80-90 sfruttando tutti i cliché e le sonorità del genere. Tiriamo quindi fuori dall'armadio i jeans elasticizzati e le scarpe da basket e accingiamoci ad ascoltare una buona mezzora di thrash senza compromessi.
Si parte in maniera eccellente con “Merciless death” che investe le orecchie dell'ascoltatore come un treno in corsa, grazie a riff granitici di chitarra accompagnati da una batteria in controtempo che riesce a rendere il brano ancora più pregevole; per tutta la durata della canzone sono evidentissimi i riferimenti ai Metallica di “Kill ‘em all” sia per quanto concerne le linee di chitarra che per quel che riguarda la sezione ritmica. Il tutto viene completato da una linea vocale urlata a rasentare lo scream in alcuni momenti particolarmente energici.
Con “Endless fight” rimaniamo in un terreno “american style” proponendo un sound molto vicino a quello dei Nuclear Assault di “Game over”; il brano scivola velocemente senza particolari intoppi tra cavalcate di doppia cassa e cambi di tempo ad effetto, lasciando però la forte sensazione di deja-vu soprattutto per quanto riguarda le linee melodiche delle sei corde.
Purtroppo il discorso non cambia nemmeno con la successiva “Nuclear desaster”, canzone senza dubbio interessante, ma con una personalità pressoché nulla, adattissima per un violento headbanging o per un pogo scatenato, ma che alla lunga risulta noiosa e monocorde; va bene suonare a velocità supersoniche e sprigionare potenza da tutti i pori, ma non è sufficiente.
Tutto il resto del platter passa attraverso le nostre orecchie in maniera quasi anonima, alternando momenti decisamente violenti a parti maggiormente melodiche con l'inserimento di stacchi abbastanza efficaci e cori ben curati. Di discreto interesse risultano invece essere i tre brani live aggiunti nella ristampa dell'EP, grazie ai quali possiamo comprendere come il sound della band risulti accattivante in sede live riuscendo a trasferire una notevole energia all'audience. Da segnalare la buona prova dei Dunkell Reiter con l'esecuzione della cover di “My belief” dei Possessed; i nostri sono riusciti a rendere il brano più vitale e maggiormente appetibile anche ad un pubblico che non apprezza la band death-doom metal americana.
Questo “Death and pain” è quindi un lavoro tutto sommato ben registrato ed eseguito che trova i suoi maggiori difetti nella mancanza quasi totale di personalità o di elementi innovativi. Sia chiaro, i Dunkell Reiter se la cavano bene strumentalmente parlando, ma il loro cd è un continuo scopiazzare da questa o quella blasonata band thrash metal. Non per cattiveria, ma se voglio ascoltare i vecchi Metallica o i primi Nuclear Assault, mi ascolto le band originali. Attendiamo quindi il primo full-lenght dei Dunkell Reiter, in previsione per la fine del 2012, nella speranza che in questi anni abbiano acquistato una maggiore personalità di sound.
Metal Disciple
I am kind of all over the metal map today (both stylistically and geographically.) Next up we have Dunkell Reiter, a Brazilian thrash band and their EP “Death and Pain.” I notice that this is not their latest EP, they have a more recent one from last year called “Resident from Evil.” “Death and Pain” was originally released in 2009, so I am assuming this is a re-release. (Note – this must be a re-release, as it now contains nine tracks, up from the original six, making it more an album than EP.)

This is no Bay Area thrash here, my friends. Dunkell Reiter sound influenced by the thrash styles of the 80s German unholy trinity – Kreator, Destruction and Sodom. Back in the day I was never much of a fan of Destruction or Sodom because I thought they sounded like crap. Dunkell Reiter nails that aspect of their sound.

The first six tracks are studio cuts, while the three new songs are live and include a cover of the Possessed song “My Belief.” The studio tracks are alright, I suppose. They are quite raw and fairly simple, but they have a nice headbanging quality about them. The live tracks, though, sound really rough; I was not a fan of adding the extra three tracks.

Maybe the newer material sounds better, but I can do without “Death and Pain.” Below is the track “Merciless Death.”
Global Thrash Assault

There's nothing I love more than driving around on a beautiful sunny day with the windows rolled down and the volume on my stereo cranked all the way up blaring furious old-school thrash metal. As of late the weather where I live has been nothing short of perfect and as a result the speakers in my car have been pushed to their absolute limits, especially since I've discovered Brazilian thrashers Dunkell Reiter.

Similar to myself the members of Dunkell Reiter have a special spot in their hearts for old-school Teutonic terrors like  Destruction  and Sodom. Although the band formed in 1997 one could easily be tricked into believing these thrash maniacs have been around since 1987, especially after listening to the bands latest offering Death and Pain which was released earlier this year through EBM Records.

Although Death and Pain does little in advancing the modern thrash metal scene, I get the feeling it was never supposed too, especially since the album features the same raw production which was so commonly heard in the 'glory' years of thrash metal. Though there may be people out there who would be quick to dismiss a band like Dunkell Reiter for some ignorant reason that has never (and will never) make any sense to me, their criticisms are missed placed. Bands like Dunkell Reiter are why we all fell in love with thrash metal in the first place and why we all continue to love the genre after all these years. Death and Pain is a 45 minute thrill ride back in time to a period when white high-tops, long hair and patched denim vests weren't just a fashion statement, but rather a way of life. Similar to their '80's influences Dunkell Reiter jam pack Death and Pain with so much high octane riffage and blistering solos it'll make your head spin and cause you to thrash violently around your living room sofa destroying everything in your path while aggressive drumming pummels you more violently than a horde of pissed off elephants. Yeah, it's that good.

BOTTOM LINE: Although Death and Pain doesn't provide us with anything new this is still one hell of an album any fan of the genre will want to hear. Bands like Dunkell Reiter are why we all fell in love with thrash in the first place and Death and Pain is an album that will surely put a smile on any thrashers face!

Lords of Metal
One of the new releases under EBM Record's “Thrash Is Back Series – The New Forces In Thrash Metal” moniker is this debut EP by Brazilian formation Dunkell Reiter, which was initially self-released in 2009. The fact that Brazil and thrash (and extremer forms of metal in general) go well together is of course well known, and Dunkell Reiter is yet another proof.

Just as it is the case with 99% of the colleague bands in this genre the gentlemen from Dunkell Reiter care little for originality or innovation, and we of course couldn't care less either! Especially not when you see that the band's focus is on the raw and dirty sound of the early days of Sodom, Destruction and of course compatriots Sepultura en Sacrofago. On every track the band delivers simple, yet oh so catchy riffs and flashy solos and maniacal vocals, so that staying still becomes rather impossible. Although they keep the pace up in general, they also decelerate regularly so that we can fully concentrate on the cervical muscles. But whether we're dealing with up- or mid-tempo pieces, the whole thing sounds delightfully wrought-up, aggressive and maniacal. And finally the fitting, not too clear but sharp sound completes the picture. This reissue also contains three live-tracks, among which a good cover version of Possessed's ‘My belief'. Altogether an interesting and recommendable release to old-school thrashers.
Metallized
La casa discografica messicana EBM Records continua a propinarci ristampe di lavori di band pressocché sconosciute; si tratta di un'operazione intelligente -la serie è denominata Thrash Is Back - tesa a far uscire dall'anonimato formazioni che altrimenti continuerebbero a ristagnare nell'oblio più totale.
Stavolta è il turno dei brasiliani Dunkell Reiter , originari di Contagem ed in attivo dal 1997, che entro la fine dell'anno in corso dovrebbero finalmente pubblicare il loro primo full lenght -il combo carioca, infatti, ha sinora sfornato soltanto il demo Just For Die (1997) e gli EP Death And Pain (2009) e Resident From Evil (2011), davvero poco in quindici anni di carriera.
Lo stile prescelto da questo quartetto è decisamente convenzionale e si rifà sfacciatamente a quello dei grandi gruppi degli anni ottanta (come potete constatare la cover guerrafondaia del primo EP pare un palese tributo ai Sodom ). Non mancano determinazione e voglia di fare, ma siamo al cospetto di una musica trita e ritrita, senza un briciolo di innovazione e che ristagna indefessamente su direttrici artistiche ampiamente sfruttate in passato da band come Slayer , Sepultura , Nuclear Assault e Sodom , tanto per citarne alcune. Le ritmiche sono per lo più velocissime inframmezzate da cambi di tempo ad effetto; il lavoro alla chitarra del duo Rafael Rider / Assassin si fa ben apprezzare sia in sede di riffing che di assolo, la sezione ritmica pesta a dovere, mentre il vocalism abrasivo del singer nonché bassista Metalized (si avete letto bene!) espleta il suo compito senza infamia e senza lode: il problema di fondo è che manca quel quid in più in grado di stupire e rendere in qualche modo interessante il sound dei Dunkell Reiter .

Death And Pain si compone di sei pezzi strutturalmente molto lineari, piuttosto granitici, monocordi e privi di momenti di spessore. L'opener Merciless Death racchiude la quintessenza della filosofia musicale di questo quartetto: ha un andamento al fulmicotone che si regge su un riffing deciso e tagliente di slayerana memoria; il pezzo migliora di qualità nella parte conclusiva strutturandosi, prima della devastazione finale, su un incedere più rallentato sulla quale si staglia un bell'assolo di chitarra. Endless Fight ha le medesime caratteristiche, l'intensità è notevole, il lavoro alla sei corde è arcigno al punto giusto, ma appare una song terribilmente datata e uniforme all'inverosimile. Nuclear Desaster si snoda inizialmente su di un mid tempo gradevole, tuttavia è solo un attimo perché poi assume nuovamente la veste dei precedenti pezzi e la noia comincia a farla da padrona. Game Of Death cerca di diversificarsi un pochino evitando a tratti il ritmo tritaossa, ci pensano Thrash Metal Maniac's e Chainsaw...Return to Slaughter a reiterare la solita solfa e solo il rumore finale della sega elettrica, accompagnato da urla umane, risveglia l'ascoltatore dal torpore più assoluto.
La ristampa dell'EP include tre live bonus track tra cui va segnalata l'ottima cover di My Belief dei Possesssed .

In definitiva un prodotto assolutamente evitabile e non resta che attendere il debut album -la line up si presenta profondamente modificata con una sezione ritmica nuova di zecca- sperando in una migliore qualità del songwriting e in qualche tentativo di distaccarsi da cliché compositivi largamente già sfruttati.
Dark Scene

Hartes aus dem Urwald: Dunkell Reiter . Wer etwas Altem huldigt, sollte dabei besser nicht lachen, sonst ist es keine Huldigung, sondern Karikatur. Rafael (Rider of Hell), Rivelly (Assassin), Roberto (Otrebor) und Elias (Bestial Invasion) lachen nie. Bedingungslos archaisch zelebrieren die vier Brasilianer ihren Neandertal-Thrash und sind dabei bedingungslos nostalgisch statt bloß retro. Noch bedingungsloser sind sie nur ihrer Musik ergeben. Man hört es in jeder Note. Wer das ehrlich genießen kann, hat gewonnen. Alle anderen stehen auf Metallica .

Der Gesang: formloses Gehauche von großer Banalität. Der Bass: bedrückend und hochtönend. Die Gitarren: monoton wie ein Galeerenchor. Die Drums: ohne drive, ohne punch. Das Songwriting: fantasierender Nonsens.

Die Einflüsse sind so vorhersehbar wie eklektisch: "Death And Pain" erinnert an steinzeitliche Slayer -, Dark Angel - oder Sepultura -Gassenhauer. Razor , Viking , Whiplash , Messiah und ähnlich geartete Rumpelcombos grüßen aus jedem zweiten Riff, die Produktion ist scheppernd roh, und die spielzeitfüllenden drei Live-Tracks, darunter eine Coverversion von Possessed `s "My Belief" , können nur für die bucklige Verwandschaft gedacht sein...

Man kann mit Fug und Recht behaupten, dass Dunkell Reiter , eine der Bands ist, die den Thrash-Metal im neuen Jahrtausend nicht zu einem erneuten Höhenflug verholfen haben. Sie machen einiges richtig, sind aber Lichtjahre vom internationalen Standard entfernt und ob sie diesen jemals erreichen werden, wage ich stark zu bezweifeln. Es ist zwar nicht alles atemberaubend schlecht, was uns die jungen Samba-Metzger hier anbieten, aber hätte ich die Wahl: Ein Glas Wasser wäre mir lieber.

4/5

Axis of Metal

The new wave of thrash has been scoffed at since its inception, with such tidbits being “ oh this sounds like [insert bay area titan here]” or “I can hear the slayer/exodus/megadeth there” . Statements like these do have merit; but at the same time, don't. How do you fault a band for sounding stereotypically like a genre? You can't. Otherwise, the vast majority of metal bands would immediately become “ useless” . Given, there are bands that do break the mould, but there are only so many ways this can be achieved.

For a band like Dunkell Reiter a proverbial “ pat on the back” is in order. These Brazilians make absolutely no bones about what they want to do, and that is thrash, and thrash old school. After the obligatory intro, you will be thrust into a warzone of furious tremolo riffing, feverish punk tinged drumming, blazing tempos and Teutonic styled vocals with some Tom Araya- esque screams thrown in for good measure.

It was quite remarkable that a song like “ Chainsaw … Return To Slaughter ” which clocks in at more than five minutes was able to keep me enthralled throughout its duration. This song sums up Dunkell Reiter best; crunchy-sharp riffing, furious tempo, minimalistic traditional thrash drumming, Teutonic overtones with a Bay-Area sensibility, and speedy solos. Lots of thrash bands who attempt to play such dirty old school thrash fall short, due to the lack of consistent quality riffing, but Dunkell Reiter don't fall prey to this trap. These Brazilians also understood that groovy or slower passage shouldn't stick around for too long, and just as you start to crave that tremolo picking, it's right back in your face, right on cue.

One thing that a lot of metalheads crave is live music. That is “ the ” holy grail for head-bangers, and Dunkell Reiter have given us an insight into their live sound by including three live tracks, two being original and one being a Possesed cover. All three tracks were executed perfectly, and sound exactly as you'd imagine a tight and well practiced thrash band to sound, absolutely chaotic and full of energy. Also “ My Belief” by Possessed was a great choice of cover, and again, executed with precision.

At the end of the day, the drawback to this album is that, it won't appeal much to the general metal audience, instead it appeals to the hardened thrasher who craves those riffs, the old school production, and the intensity that thrash has always encompassed, and you know what? That isn't a problem. Dunkell Reiter 's Death And Pain is definitely something the thrash community will welcome with open arms, and sore necks!

Death And Pain is a winner.

8/10

Rock en Cuba

EBM records con este disco presenta dentro de la serie "Thrash is Back" una nueva obra que en este caso sería la número 17. Se trata de una banda de Brasil, país que ha sido muy importante dentro de la escena del metal desde los años 80. ¿Qué conocíamos a Dunkell Reiter? Para nada, pero ellos formaban parte del movimiento conocido como New Brazilian Thrash Metal Wave junto a bandas como Violator, Farscape y Blasthrash, ninguna de las cuales llegó a tener amplia popularidad en Cuba.

Sin embargo este grupo que escuchamos ahora gracias a que la compañía ha re editado su primer trabajo está cargado de crudeza, velocidad y agresividad y su principal influencia es el Heavy/Thrash Metal de los años 80. No son un grupo que traten de reinventar el estilo sino sólo seguir la pasión de lo que más les gusta que es el puro y simple thrash metal.

Formados en el año 1997 en la ciudad de Contagem, desde el principio tuvieron claro que lo que querían hacer era una música veloz, dura y agresiva. Y esto es lo que han hecho en los últimos 15 años. Escuchando este disco realmente lo que escucho son recuerdos de todas aquellas bandas thrash que poblaron el universo a finales de los años 80. Todo lo que debería tener una banda de este estilo lo puede encontrar en este disco. Incluyendo una versión en directo de “Evil”, que tal parece haber sido hecha en el patio de María. Si te gusta el thrash y la música de finales de los 80, aunque este disco haya sido reeditado hace sólo unas semanas puedes adquirirlo con toda confianza que está hecho para ti

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DUNKELL REITER - Chainsaw..Return to Slaughter